Mamma single nella jungla urbana

RUBRICA

Rubrica Pret-A-Porter

A cura della Dott.ssa Barbara Tormen psicologa Prêt-à-Porter


Nella prima parte dell’argomento Mamma Single la Dott.ssa Tormen tratta di come avvenga la Scelta di diventare mamma. Oggi parliamo invece di come sia vivere una vita da mamma single.

Scelte difficili o sfortunati eventi della vita possono portare, in alcuni casi, una donna a trovarsi da sola a crescere e difendere i propri cuccioli all’interno di quella che sempre più assomiglia a una jungla urbana.

Ragazze madri, donne divorziate, separate, vedove o omosessuali si trovano a lottare quotidianamente con branchi di dubbi: “Starò facendo la scelta giusta?” “Un giorno riuscirò a dare un padre al mio piccolo?” “Come potrò fare la madre e il padre al tempo stesso?” “Mio figlio capirà perché mi sto comportando in questo modo?” “Mi vorrà ancora bene?”, ai quali si aggiungono problemi finanziari e organizzativi.

Queste donne vivono emozioni molto forti e a volte contrastanti. Quali sono i vissuti di una mamma single?

Esse si sentono incerte, hanno paura, si trovano in difficoltà a gestire da sole il rapporto con i figli, non riescono a dedicare a se stesse un po’ di tempo; a tratti vulnerabili, a volte decise, devono farsi largo tra la folla e andare avanti. In alcuni casi le ferite per la perdita o l’allontanamento del coniuge/compagno fanno loro venire dubbi sulla possibilità di rifarsi una vita sentimentale, o ancor peggio nutrono il senso di colpa vissuto nei confronti dei figli e il confronto con il tradizionale modello di famiglia formato da due genitori.

LA FORZA DEL BRANCO PER UNA MAMMA SINGLE

Isolarsi e continuare a limare qualche minuto qui e lì dal proprio tempo personale per dare al proprio bambino “un qualcosa in più” non è sempre la soluzione migliore, non se tutto il tempo quotidiano è strutturato e organizzato sulle esigenze/necessità del figlio.

Tale atteggiamento nel lungo periodo alimenta sentimenti di solitudine, risentimento e tristezza; il cervello gira continuamente sul binario di rimuginii e sensazione di ingiusta privazione rischiando di incappare in un gap dal quale è difficile uscire.

Crearsi una fitta rete di contatti, invece, può essere una buona soluzione a molti piccoli problemi: aiuta a condividere esperienze simili, fa sentire ascoltate e capite, crea piccoli spazi e momenti di socialità, allenta la tensione fisica e psicologica e in alcuni casi può diventare una valida opzione a livello organizzativo (per esempio ci si può organizzare su comodi turni settimanali/giornalieri per accompagnare i figli a scuola o prenderli all’uscita).

DOMANI E’ UN ALTRO GIORNO

Continuare a pensare a ciò che è stato o è successo in passato non aiuta a costruirsi un futuro felice e ricco di bei momenti. Pensare a quali e di chi sono state le responsabilità che hanno portato alla situazione attuale aiuta a riflettere sulle proprie decisioni, responsabilità, sulla propria consapevolezza, ma ad un certo punto deve essere superato.

Riuscire a scrivere la parola fine ad un capitolo permette alla mamma di darsi un po’ di pace a livello mentale, perdonarsi, se c’è qualcosa che deve perdonare, darsi una nuova possibilità di costruire qualcosa con un’altra persona. Continuare a pensare a come avrebbe dovuto andare è come avere un bel paio di pattini nuovi dentro a una scatola, guardare quelli vecchi e passati di numero, e non scoprire mai come ci si potrebbe sentire con quelli fiammanti ai piedi.

Le esperienze passate lasciano dei segni più o meno profondi, il futuro, se non ci si dà la possibilità di viverlo, non lascerà niente…nemmeno quello che di bello potrebbe portare.

IL RE LEONE

Avere un figlio è senza dubbio un’esperienza importante, travolgente e fantastica per una donna; per una donna che si trova a crescere un figlio da sola però a volte diventa anche una fatica, una grande fatica.

Non avere accanto un’altra persona può portare a idealizzare il proprio figlio, farlo diventare quasi un piccolo re da venerare e servire 24 ore al giorno. Tutto è fatto in virtù del piccolo, tutto è strutturato mettendo al primo posto le esigenze, i bisogni e anche i capricci del piccolo principino in erba.

Diventare mamma è un aspetto importantissimo nella vita di una donna, ma una parte non costituisce l’intero. Coltivare interessi, hobby, sport, vivere bene il proprio lavoro, ritagliarsi dei momenti per uscire, leggere, sperimentare una nuova ricetta, gustarsi una serata al cinema con le amiche servono per darsi valore come persona ancor prima che come madre. Inoltre, tale comportamento è un buon insegnamento per il piccolo di sperimentare che la vita non ruoterà intorno a lui ponendolo sempre al centro di tutto.

Immolarsi sull’altare della sudditanza al re leone getta le basi per un gran senso di vuoto il giorno che il figlio prenderà la propria strada e si costruirà la propria vita.

Figli felici e maturi hanno come esempi di vita mamme felici ed equilibrate.

E tu che tipo di mamma sei? Ti senti più leonessa o mamma chioccia?

Vi consiglio la visione del film MAMMA MIA