Varicella: malattia esantematica dell’infanzia

Varicella: malattia esantematica dell’infanzia è un articolo a cura della Dott.ssa Marina Irene Camiletti pediatra e del Dott. Vincenzo Saitta Salanitri pediatra.

varicella-croste

La Varicella è una delle principali malattie esantematiche dell’infanzia. E’ dovuta all’infezione del virus Varicella-Zoster, della famiglia degli Herpes Virus.

Il contagio avviene attraverso le goccioline di saliva (fino a 2-3 giorni prima della comparsa delle vescicole) del soggetto già infetto, e con il liquido contenuto nelle vescicole, ricco di virus.

L’incubazione è generalmente di 14-21 giorni.

Manifestazione e sintomi

Non necessariamente compare febbre, si può avere un aumento della produzione di muco (tosse catarrale) nella fase precedente l’eruzione cutanea.

La tipica eruzione cutanea (esantema), molto pruriginosa, inizia al cuoio capelluto e scende “a pioggia” su tronco ed arti; è costituita dapprima da macule (chiazzette rosse) che progressivamente diventano papule (in rilievo) e si riempiono di liquido sieroso (vescicole) nel giro di 7-12 ore; il liquido successivamente si intorbidisce formando delle pustole che poi si rompono e diventano croste. Tutto il processo può durare dai 7 ai 10 giorni.

Se non toccate, le croste si staccano spontaneamente senza lasciare cicatrici. Contrariamente al vaiolo, le lesioni non compaiono in contemporanea ma a “pussé” (gettate successive), cosicchè possiamo vedere coesistere papule, vescicole e croste nello stesso momento.

Il contagio

La contagiosità persiste per tutto il periodo vescico-pustoloso e scompare quando abbiamo SOLO croste.

A questo punto il bambino potrebbe essere riammesso in comunità, sapendo tuttavia che l’infezione provoca una temporanea immunodepressione, e quindi il piccolo potrebbe contrarre qualcosa di nuovo.

La terapia

Normalmente la terapia è solo di supporto, con antifebbrili (NO acido acetilsalicilico – aspirina – e NO ibuprofene – che causano un peggioramento delle lesioni e danno epatico), e antistaminici per alleviare il prurito. Da evitare l’applicazione di talco mentolato sulle bolle, perchè potrebbe mescolarsi al siero delle bolle, infettarsi e lasciare cicatrici. Per lavare il bambino meglio una doccia veloce, cercando di non sfregare per non rompere le vescicole; non il bagno in immersione. Tenere le unghie cortissime.

La terapia con antivirale, Acyclovir, è da riservarsi a casi particolari, come pazienti immunodepressi, neonati, adolescenti, o affetti da patologie di base che potrebbero complicarsi a seguito dell’infezione. Nel bambino sano, immunocompetente, non è raccomandata.

Da valutare per ogni paziente eventuali complicanze locali (pustole infette) o generali (bronchite, polmonite).

Il vaccino della varicella

La vaccinazione è offerta, oltre che alle categorie a rischio, ai ragazzi della fascia di età 11 – 18 anni, che non abbiano già contratto la malattia, e ai genitori non immuni di bambini affetti.

Una volta contratta la varicella, l’immunità permane per tutta la vita. In alcuni casi, se il virus non viene eliminato completamente dall’organismo e risiede silente alle radici dei gangli nervosi, avremo, in particolari situazioni di stress dell’organismo, la comparsa dello Zooster (“fuoco di Sant’Antonio”).